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Quando torna

È possibile che a 83 anni accada qualcosa ancora in grado di cambiarci la vita? Fernando Zelante ha una vita intera alle spalle, niente più se di cui attendere il compimento, né speranze con cui stabilire l’esistenza, né progetti per cui viverla. Il giorno del suo ottantatreesimo compleanno, trova in mezzo al mucchio di buste nella buca della posta, una lettera che aspetta da sessant’anni, da quel 1940 in cui ha vissuto la separazione più dolorosa della sua vita, quella da Rossana Winsler. Rossana era figlia di un giornalista americano che scriveva cronache italiane ed europee per un giornale d’oltreoceano, Fernando un ragazzo italiano in una Roma fascista. Il loro incontro stravolse le vite di entrambi, le capovolse come un bicchiere sotto un rubinetto a pressione. E il loro amore fu sorseggiato. Ci furono litigi e fremiti, passaggi a livelli e spicchi di arancia. E una stanza, ai bordi della ferrovia, in cui il tempo era scandito dal passar dei treni, il loro nido d’amore, la loro alcova, il loro rifugio. Poi la guerra. Quella guerra che esplose lentamente. Dall’invasione tedesca della Polonia, il 1 settembre del 1939, all’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del ’40, ogni giorno poteva essere un probabile addio. Vissero quei mesi con in gola il nodo di un addio, sperando che il mondo si dimenticasse della guerra che tutti aspettavano. Loro si vissero, fino quasi a consumarsi, aspettando ogni sera notizie buone dal padre di Rossana. Notizie che non sarebbero arrivate mai. Poi la promessa di non dimenticarsi.

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