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Introduzione al libro Lilì la vita è tutta qui
Recensione del libro:
Lilì, la vita è tutta qui
Cacchio, Dadi, sei la maga delle camice. Stiri da dio. Usi quel ferro come un violino.” “Va’ a fatti fottere, Federico.” “Mi piaci quando parli romano... Domani ti porto le mie camice e licenzio Giustina.” “Va’ a fatti fottere due volte, tre, quattro, quanto basta...” “Sei davvero carina stamattina.” “Ho dormito da schifo. Ho sognato che due americani, agenti della CIA, mi volevano spedire sulla luna.” “Sulla luna?...” “Sì, mentre mi prendevano di peso, berciavano che quello era il mio posto, sulla luna.” “In effetti, a pensarci bene...” “Baciami il culo!“ “Non dirlo due volte, hai un culetto davvero succulento.” “Non lo farei mai con te, lo sai. Con tutti meno che con te, e un po’ mi dispiace.” “Dispiace anche a me. I tuoi pompini sono famosi in tutta la città.” “Tu sei davvero carino, stamattina!” “Soffro di non poterti toccare.” “Tu soffri?” “Beh, tento di vivere soffrendo il meno possibile. Non voglio soffrire. Perché mai dobbiamo soffrire? Sono buddista.” “Tu, buddista?...” “Diciamo... Implicitamente buddista.” “E’ il tuo o il mio?” “E’ il tuo... Quando ti deciderai a cambiare suoneria...” “La tua mi piace... Sì, pronto...” “Sono io. Sono tornata.” “Da dove?” “Ero a Milano.” “Ora dove sei?” “A casa. Ci vediamo?” “Va bene.” “Alle sette al bar Corallo, ho voglia di gelato, d’accordo?” “D’accordo, stasera alle sette.” “Chi era?” “Una donna.” “Una donna, va bene, ma quale donna!?” “Non ne ho la più pallida idea.” “Come? Sembrava che la conoscessi bene.” “Non so davvero chi sia. Avrà sbagliato numero.” “Non sai chi è e le hai dato un appuntamento per stasera?”
scritto da:
davide
il
8-11-2007
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