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La solitudine dei numeri primi

Recensione del libro: La solitudine dei numeri primi


L’incipit del romanzo è fulminante: il lettore è subito avvolto dall’alone cupo di due tragedie destinate a segnare la vita dei due protagonisti. Alice e Mattia sono due personaggi solitari, vulnerabili e irresistibilmente fragili. Peccato che successivamente la vicenda tenda ad appiattirsi e ad assomigliare un po’ troppo a un racconto di adolescenze difficili che sa di déjà vu e si nutre di cliché fastidiosi. Peccato anche che arrivando all’età adulta, i due personaggi perdano il proprio fascino spigoloso e un  po’ “maudit”, per diventare poco convincenti. E tuttavia… è innegabile che il romanzo si legga tutto d’un fiato, che Giordano sappia catturare l’attenzione del lettore, e che nonostante i personaggi si sfilaccino, ci si senta ormai “costretti” a seguire fino in fondo i loro destini. Inoltre il libro vanta momenti di grande intensità, e il senso dell’ineluttabilità della catastrofe è reso in modo magistrale.




scritto da: topazio il 30-12-2008