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L'eleganza del riccio

Recensione del libro: L'eleganza del riccio


Immaginate una portinaia. Nell'immaginario collettivo (forse semplicistico... ma spesso veritiero) la portinaia legge riviste scandalistiche, è pettegola e ficcanaso, a volte è scontrosa, a volte molesta. E adesso immaginate la peggiore portinaia che possa esistere. E' quella descritta nel delizoso libro "L'eleganza del Riccio".
Si chiama Renée. E' trasandata, brutta, grassa, ignorante, zotica, burbera. E poi, di colpo, ecco un vertiginoso, inaspettato, geniale cambiamento di prospettiva: la portinaia non è quello che sembra. Legge i classici, conosce la filosofia, adora il cinema raffinato. E' colta, intelligente, spiritosa... e non vuole che nessuno lo sappia. Il perché, lo scoprirà il lettore, che sarà catapultato in un universo esilarante e amaro al tempo stesso, costellato di personaggi snob, fasulli e meschini. Ma Muriel Barbery ci regala altri due personaggi impagabili: la piccola Paloma, dodicenne intelligente, insoddisfatta e pericolosamente distruttiva, e il signor Ozu, un misterioso e gentile signore giapponese. Saranno questi due (con la complicità di un capolavoro della letteratura russa: Anna Karenjna) a svelare la vera natura di René.
Muriel Barbery non manca a tratti di un certo autocompiacimento: è colta, e lo dimostra spesso con citazioni e riferimenti che ogni tanto rischiano di annoiare (ma solo ogni tanto).
Inoltre il personaggio di Paloma, pur con tutto il suo fascino, a volte cade nella forzatura.
Ma... che dire, "L'eleganza del riccio" resta uno splendido romanzo, ricco di invenzioni geniali e scritto con uno stile invidiabile, capace di andare in profondità e di commuovere senza mai essere scontato.



scritto da: topazio il 3-9-2008