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L'insopprimibile bellezza del leggere
Recensione del libro:
Fahrenheit 451
Gli integralisti islamici hanno messo all’indice “I versi satanici” e condannato a morte l’autore Salman Rushdie. Più vicino a noi, il giovane scrittore Roberto Saviano è stato condannato a morte dalla Camorra per il libro-denuncia “Gomorra”. Ma anche nella nostra società “sana”, migliaia di persone vivono un’esistenza priva di stimoli, dominata dal potere ottundente della televisione, sempre più lontana dal’interrogarsi. Ray Bradbury ritrae un mondo nel quale nessuno può leggere, la televisione è l’unico passatempo concesso e gli psicofarmaci controllano ogni impulso. Per qualcuno è una visione alienante, per molti semplice quotidianità... l’immortale opera che Bradbury scrisse nel lontano 1953 è inesorabilmente attuale. In “Fahrenheit 451” leggere è proibito perché la lettura provoca emozioni e cambia le esistenze. Il libro messo al rogo è lo splendido, potente simbolo della conoscenza ostacolata. E’ il bisogno di sapere, quel sublime desiderio che rende l’Ulisse dantesco e i suoi seguaci degni di chiamarsi uomini e non bruti. Il protagonista Guy Montag, severo e attento milite del fuoco, diventa degno di essere chiamato uomo quando esce dalla propria condizione di automa. Montag, prima sospetta vagamente, e poi comprende con tutto se stesso, che può esistere qualcos’altro oltre al monotono susseguirsi delle giornate. Alla fine arriverà a capire che esiste un’altra felicità, e che ottenerla non solo è un diritto, ma un dovere. Attraverso l’indimenticabile personaggio di Clarisse, che non ha mai rinunciato al piacere e alla ricchezza della lettura, Montag potrà assaporare la felicità, e una diversa e più alta condizione di umanità. “Fahrenheit 451” non solo contiene una delle più celebri visioni distopiche della fantascienza, ma è un appassionato omaggio alla bellezza e all’importanza del libro. La conclusione del capolavoro, dove compaiono gli instancabili e preziosi uomini-libri, è una delle invenzioni più geniali e poetiche di tutta la letteratura.
scritto da:
topazio
il
18-6-2008
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