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Magia… il tuo nome è Harry Potter

Recensione del libro: Harry Potter and the Deathly Hallows


Una Londra notturna, due figure incappucciate che si incontrano nelle tenebre, dialoghi feroci che tagliano il silenzio, un delitto preceduto da lenta tortura.

Così inizia l’ultima, attesissima parte della saga di Harry Potter. Un incipit oscuro, cupo, travolgente. E poi un vortice di avvenimenti che catturano l’attenzione. Si incontrano una moltitudine di personaggi, quelli a cui siamo ormai affezionati, e altri che hanno tutto il sapore della novità. Non è questo il luogo né il momento di svelare la trama; ci hanno già pensato le irritanti e maldestre intrusioni dei telegiornali e di internet. Chi è riuscito a mantenersi lontano da tutto il tam tam mediatico, avrà il privilegio di gustare ogni parola ricamata dalla fervida immaginazione della Rowling, e sarà trascinato nell’universo che monopolizza la lettura di milioni di persone da anni. Il libro è angoscioso, crudo, elettrizzante, magnetico...

La vicenda si dipana rapida, più si va avanti e più si scava nel passato, che reca in sé le tracce di un futuro malvagio. Gli anni trascorrono, e man mano si va indietro nel tempo per scoprire le origini del male. Vediamo un Voldemort bambino, dal fascino sottilmente perverso, bruciato dal fuoco di un’ambizione malata. Vediamo amici che prendono strade diverse, persone care che muoiono eroicamente. Ma non manca il consueto humour che accarezza i dialoghi spumeggianti, per alleggerire una materia che certo non si rivolge ai bambini.

Harry Potter cresce, e rispetto ai primi due libri decisamente infantili, anche se ricchi di pregi, il mondo è avvelenato dalla paura e la morte si insinua tra le pagine. A partire dal quarto capitolo della saga (“Harry Potter e il calice di fuoco”) la morte era diventata una presenza permanente: qui lo è ancora, seguendo un climax di crudeltà che non cerca alcun sensazionalismo horror ma solo le necessità di una narrazione tormentata.

Il piccolo mago cresce e scopre la vita, e la sua creatrice ci fa guardare il mondo attraverso i suoi occhi, occhi che ora vedono più a fondo, anche quello che non si vorrebbe conoscere.

L’autrice consente al lettore di attingere al meraviglioso, dona lo stupore, l’incanto, la bellezza del mistero. I colpi di scena sono continui: i buoni forse non sono poi così buoni, i capovolgimenti di prospettiva sono vertiginosi, i personaggi che prima ci rassicuravano acquistano sfumature inquietanti. E si arriva, anzi ci si precipita verso la fine, con l’ansia di conoscere la verità, racchiusa proprio nelle ultimissime pagine. Si giunge alla conclusione col fiato corto, e una volta arrivati… si vorrebbe ricominciare la lettura dall’inizio, per rivivere le emozioni.

Lunga vita a Harry Potter, che ha fatto diventare i ragazzini un po’ più grandi, e noi adulti deliziosamente piccoli, conducendoci per mano nei sogni.




scritto da: topazio il 21-9-2007